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Love Story in musical: prima a Bologna

La BSMT di Bologna e Project Leader presentano il prossimo 28 maggio al Teatro Duse di Bologna la "prima nazionale" del musical "Love Story", tratto dal celebre romanzo di Eric Segal e dall'omonimo film di Arthur Hiller. Lo show sarà poi in tour nella prossima stagione teatrale 2014/2015. La regia è di Gianni Marras, la direzione musicale di Shawna Farrel, le coreografie di Marcello Fanni, la direzione d'orchestra di Lorenzo Meo. Love Story racconta la storia d’amore di due giovani americani degli anni ’70, Jenny (qui nterpretata da Veronica Appeddu) e Oliver (Luigi Fiorenti), finita prematuramente a causa della morte di Jenny colpita dalla leucemia. Durante il funerale della ragazza, la sua famiglia e amici ricordano in un lungo flashback, la vita di Jenny e la sua relazione con Oliver. Si assiste quindi al primo incontro tra i due, dove lui, ricco rampollo dell’alta società americana, laureato alla prestigiosa Harvard University, si invaghisce di lei, un’umile studentessa di origini italiane che suona il piano. Il loro amore si rivela così forte da superare le iniziali difficoltà, dovute soprattutto alle diffidenze dei rispettivi genitori e Jenny e Oliver coronano quindi la storia sentimentale sposandosi. La loro speranza di costruire una famiglia felice, viene però tragicamente incrinata dalla malattia incurabile di Jenny. Il musical è stato presentato in anteprima al Chichester Festival nel 2010 e, dopo un ottimo riscontro della critica inglese, è stato messo in scena nel West End londinese lo stesso anno, co- prodotto dalla star del musical Michael Ball (innamorato del progetto) e diretto dalla regista Rachel Kavanaugh. Dopo 10 settimane di repliche a Londra, lo spettacolo ha poi avuto nel 2012 un rodaggio americano a Philadelphia nella prospettiva di una possibile produzione a Broadway. Intanto nel 2013 sono state prodotte due importanti versioni internazionali: una nei Paesi Bassi e l’altra in Russia. L’autore delle musiche, il compositore inglese Howard Goodhall (celebre in patria soprattutto per il suo adattamento musicale del romanzo di Melvyn Bragg “The Hired Man”) offre uno spartito molto tenero e romantico, perfettamente in tema con la trama e ambientazioni che però si concede, qua e la, dei momenti più leggeri e ironici. Nella versione originale inglese, proposta come atto unico, una piccola orchestra di sette elementi era posta sul palco insieme agli attori, mentre in quella olandese il musical era diviso in due atti e prevedeva alcune nuove scene aggiuntive, con un copione leggermente rivisto e riadattato, specialmente nelle parti riguardanti i genitori di Jenny. In generale lo spettacolo (sia nella sua concezione e scrittura, sia nella sua messa in scena) tende a proporsi come un “musical da camera” con un’ atmosfera intima e confidenziale che riesce a mantenere dal principio alla fine, una forte empatia dei suoi protagonisti con gli spettatori, proprio come a suo tempo era riuscita a fare la famosa versione cinematografica. Nel cast anche Martina Pezzoli, Antonio Cadoni, Andrea Ascari e Giulia Mattarucco. Per l'ensemble: Claudia Belluomini (cover Jenny), Simone Pavesio (cover Oliver), Brian Boccuni (dottore /cover Phil), Lucia Agostino, Renato Crudo (infermiere), Elena Caineri (cover madre),  Alessandro Di Giulio (cover dottore). Le scene sono di Antonella Conti e Giada Abiendi, i costumi di Massimo Carlotto, il disegno luci di Daniele Naldi. Lo spettacolo a Bologna è presentato nell'ambito della seconda edizione di "A Summer Musical Festival" che prevede poi "Next to Normal" dal 5 all'8 giugno, "Replay il musical" dal 13 al 15 giugno, "Sweeney Todd" dal 19 al 22 giugno, "Questi ultimi 5 anni" dal 27 al 29 giugno e "Ragtime" dal 14 al 18 luglio.

“Mi Voz”, danza, passione e tradizione, al Teatro Galleria Toledo di Napoli

Napoli, l’immagine, la storia, le sofferenze, in un incontro tra danza e tradizione. “Mi Voz”, di Raffaella Caianiello, andato in scena al “Teatro Galleria Toledo” di Napoli, è un racconto di speranza, uno momento di attenta riflessione, in cui fatti, luoghi e personaggi della cultura tradizionale partenopea prendono forma, diventano protagonisti, propondendo inaspettati punti vista. In scena, il corpo di ballo di Raffaella Caianiello, supportato dagli Ondanueve String Quartet, Pasquale Ruocco e Lella Favilla, diretto dalla stessa Caianiello e da Andrea Grassi, accompagna il pubblico in un viaggio emotivo, attraverso generi ed sperienze musicali, Napoli, punto di incontro di storie, musica, danza, di storie di vita, e di donne, protagoniste, comparse, vittime di una città e sei suoi tormentati giorni.

“Mi voz – racconta Raffaella Caianiello – è l’esistenza che si commuta, incunea se stessa, si tradisce e si ripiega in finzione teatrale, perfetta e stereotipata, aliena e alienata, e nel suo allontanarsi dalla realtà è quindi vita, contraffazione contraffatta, quanto di più vicino abbiamo al vissuto individuale. Mi voz – continua – è una voce, probabilmente di donna, certamente napoletana, che passa per Bambinella, Maria D’Avalos, Medea, e Raffaella e ognuna di noi ballerine; è la voce di una maschera, da ascoltare al netto della ristrettezza prospettica del nostro idealismo e dei nostri egocentrismi da crociera, è la voce di chi non possiamo più ascoltare, di quelli che ancora tentano di parlarci da lì dove riposano.

Mi voz – spiega – è un omaggio a Napoli e alle sue tradizioni più perturbanti, un omaggio all’indistinguibilità tra l’essenza delle nostre voci e il nostro accento partenopeo.

Mi voz – conclude – è eleganza musicale, tecnica, danza, teatro, flamenco, danza orientale, violini e pizzo, nell’era in cui, ingurgitati dalle nuove tecnologie,viene sempre di più a mancare la parola, il dialogo ed il vero concetto di socialità,ho scelto di liberare la mia voce,quella più profonda, non assoggettata a schemi e tabù”.

“Mi Voz”, è una visione senza tempo, un punto di partenza, il tentativo di affermare attraverso un preciso percorso artistico, un pensiero guida, un idea, che si fa musica e torna tra la gente, in strada, tra i vicoli, ed esser protagonista di una nuova storia, tra le tante ascoltate, in una città che mai , smette di raccontarsi.

Domenica 25 al Teatro Alfieri "Moncalvo in danza" con il ritorno di Olivieri e Kledi Kadiu

Moncalvo si prepara nuovamente ad ospitare uno degli ormai più attesi festival nell’ambito della danza e del canto a livello nazionale.

Si parte domenica 25 maggio quando il Teatro Alfieri di Asti ospiterà la settima edizione del Concorso di “Moncalvo in Danza”. Con anticipo rispetto ai termini ufficiali, le iscrizioni al settimo Concorso di danza organizzato nell’ambito del Moncalvo Festival sono state chiuse con un risultato record: oltre 180 coreografie che domenica prossima 25 maggio verranno portate in scena presso il Teatro Alfieri di Asti nell’ambito dell’edizione 2014 del format moncalvese dedicato alla danza.

Sono 127 le coreografie di danza classica e 55 nella “moderna” che verranno rappresentate domenica prossima sotto gli occhi dell’attenta giuria del Moncalvo Festival che annovererà nomi di spicco nel panorama nazionale e internazionale della danza: Anna Maria Prina, Bruce Michelson, Luciana Savigliano, iorgio Madia, Ludmill Cakalli, Mia Molinari e Laura Comi.

Il Concorso, con circa un migliaio di partecipanti da tutta l’Italia Centro-Settentrionale, si articola nelle discipline di danza classica e neoclassica, moderna e contemporanea, coreografica e i partecipanti saranno suddivisi nelle categorie Baby, Children, Juniores e Seniores e nelle sezioni dedicate a solisti, passo a due e gruppi. Comincia quindi al meglio il Moncalvo Festival, organizzato dall’Associazione Moncalvo Eventi in collaborazione con il Comitato Provinciale Csen di Asti, che ha dovuto ricorrere al Teatro Alfieri di Asti per usufruire di spazi consoni ai numeri di questa edizione record.

La giornata di domenica (l’inizio è previsto per le ore 10 e l’ingresso è di 13 euro) servirà certamente anche per promuovere il Festival moncalvese che si terrà poi nella cittadina del tartufo e delle carni piemontesi dal 30 giugno al 6 luglio.

Danza e folclore al Rossetti

“Serata da non perdere – martedì 10 dicembre – con danza e folklore d’altissimo livello al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: arriva per un’unica replica il Balletto Nazionale Slovacco. Danze tradizionali, splendidi costumi, musica dal vivo e un ensemble pluripremiato di ballerini che rappresenta il Paese in tutto il mondo.”
Sono grandi l’amore e l’attenzione che, soprattutto nei Paesi dell’Est dell’Europa, vengono dedicati alle tradizioni canore, musicali e folcloristiche: un patrimonio inestimabile sia sul piano artistico che culturale.
Una punta di diamante in quest’ambito è il Balletto Nazionale Slovacco Lúcnica che è ufficialmente l’emblema della cultura della Repubblica Slovacca nel mondo ed è stato applaudito a Broadway, alla Royal Opera House ed anche nell’ambito delle recenti Olimpiadi di Londra.

Sarà un’occasione imperdibile quella di poterlo ammirare sul palcoscenico del Politeama Rossetti martedì 10 dicembre alle 20.30: l’ensemble infatti è ospite per una sola sera del cartellone Danza del Teatro Stabile regionale.
La formazione è veramente notevole: composta da giovani artisti che si distinguono per  la tecnica brillante e le straordinarie abilità interpretative, affronta un repertorio molto vario e complesso improntando ogni esecuzione alla perfezione, alla leggiadria e all’entusiasmo.

Ma non sono soltanto le articolatissime coreografie, filologicamente restituite, a calamitare l’attenzione del pubblico: lo spettacolo del Balletto Nazionale Lúcnica possiede un’ulteriore dimensione molto affascinante. Si tratta dei costumi, preziosi e fedeli alla tradizione, che incantano per la ricchezza dei colori, dei ricami finissimi, dei dettagli decorativi molto graziosi.
Il gruppo di danzatori esegue balli dinamici su musiche dal vivo: li accompagna infatti l’orchestra “Il violino d’oro”, composta da otto brillanti professionisti che si esprimono in accesi virtuosismi con i più tipici strumenti musicali slovacchi.

La polka è la più famosa e frequentata delle danze slovacche: sarà dunque riservato a questo ballo l’onore di aprire lo spettacolo. La polka è una danza di coppia a tempo binario, ed è nata proprio in Boemia all’inizio dell’Ottocento. Per iniziare il programma, è stata scelta la vivace Polka di Šariš, tipica della Slovacchia orientale; ma non mancheranno danze ispirate agli antichi mestieri come Nella stanza della stoppa, che racconta il lavoro delle filatrici della regione di Važec, che accompagnavano la filatura con il canto. Assisteremo poi a balli rituali come l’affascinante danza femminile d’assieme Benvenuta primavera che serviva a propiziarsi la nuova stagione. Per l’ensemble maschile sono previsti numeri di bravura, incentrati sulle suggestioni di forza e sfida: sfide che possono essere rivolte alla realtà esterna – come ne I salti alla Valasia che allude alle scalate delle irte montagne della Slovacchia –  oppure possono essere competizioni di abilità come avviene nella Danza con i bastoni.
Ogni numero è accurato e molto originale, ed in ciò è stato fondamentale l’apporto creativo e documentaristico di Štefan Nosál’, direttore artistico di Lúcnica, autore di oltre cento coreografie per il Balletto Nazionale Slovacco e considerato alla stregua di un eroe nazionale.

A Pisa Rassegna di Danza 2014

Pisa - Da gennaio a maggio otto proposte di qualità per cercare di valorizzare una sorta di “terra di mezzo”, ovvero compagnie nazionali di indiscusso valore ma non sufficientemente programmate sul territorio, e non strettamente riconducibili agli emergenti della nuova coreografia.
L’apertura della rassegna si caratterizza, com’è ormai tradizione, con un grande classico mai rappresentato a Pisa, ONEGIN, tratto dall’opera omonima di Puskin e creato da Vasily Medvedev, fra i coreografi più attivi al Teatro Bolshoi di Mosca. Sabato 4 gennaio in scena una prestigiosa compagnia internazionale per la prima volta ospite sul nostro palcoscenico, il Balletto dell’Opera Nazionale Slovacca, fondato nel 1920 e attualmente composto da una nuova generazione di talentuosi ballerini.
Seguiranno tre fra le migliori espressioni della danza contemporanea italiana: giovedì 16 gennaio CINQUE CANTI, cinque emozionanti coreografie costruite intorno a storie di corpi amorosi. Ad interpretarne le varie sfaccettature seguendo il filo rosso del tema dell’amore i danzatori della MMCompany del pluripremiato Michele Merola. La fede cattolica dai tratti meridionali è invece messa in scena, sabato 15 febbraio, da due goffe anziane signore, gli esilaranti performer Stefano Mazzotta e Emanuele Sciannamea, anche creatori di INRI, che si muovono in uno spazio temporale scandito da quello della liturgia, una storia grottesca e paradossale raccontata da C.ie Zerogrammi. Mercoledì 16 aprile la DaCruDanceCompany in una sorprendente contaminazione tra hip hop theatre, breaking e contemporaneo, KAZE MONONOKE, firmato da Marisa Ragazzo e Omid Ighani, un racconto poetico e lieve ispirato all’hanami, la tradizionale usanza giapponese di godere della bellezza della fioritura primaverile dei ciliegi.
A questi appuntamenti si intrecciano poi gli spettacoli di due compagnie carimastiche come il Balletto del Sud di Fredy Franzutti in una suggestiva versione de LE QUATTRO STAGIONI su musiche di Vivaldi e Cage giovedì 3 aprile e gli strepitosi danzatori di Aterballetto con un trittico composto da un recente lavoro di Cristina Rizzo, TEMPESTA, da quello di Johan Inger, RAIN DOGS, sul celebre brano di Tom Waits e dalla nuova creazione di Eugenio Scigliano dedicata al celebre personaggio di Cervantes, DON Q., giovedì 22 maggio, chiusura della rassegna ma contemporaneamente anche serata inaugurale della NID Platform - New Italian Dance Platform 2014.
Impreziosiscono la rassegna ben due prime nazionali, che il Teatro Verdi ha affidato alla bravura e alla poesia dello stile contemporaneo che contraddistingue sia Spellbound Contemporary Ballet, sia Imperfect Dancers Company. Giovedì 13 marzo sarà di scena infatti 20 YEARS SPELLBOUND-CELEBRATING THE INNOVATION, una serata per festeggiare i primi venti anni di attività sotto forma di Gala, attingendo dalle migliori produzioni realizzate da Mauro Astolfi, oltre ad un nuovo pezzo appositamente creato per l’occasione, mentre sabato 10 maggio la compagnia in residenza al Teatro Verdi presenterà ANNA FRANK “Parole dall’ombra”, ideazione e coreografia di Walter Matteini e Ina Broeckx, nuova opera ispirata alla figura di Anna Frank nel settantesimo anniversario della sua cattura.
Tanti appuntamenti di qualità quindi per una stagione a tutto tondo che caratterizza l’identità politematica del Teatro di Pisa e la sua funzione culturale.
Sempre fortemente scontati i prezzi dell’abbonamento per tutto il cartellone: per otto spettacoli si va da un massimo di 173,00 € a un minimo di 86,50 € per tutti gli ordini di posti, tranne la 2^ galleria, con le consuete riduzioni e promozioni, fra cui ricordiamo quella scontata del 50% riservata a giovani e abbonati lirica. Il Teatro di Pisa ha scelto inoltre di premiare l'aumento degli abbonati alla stagione di prosa 2013/14 offrendo anche a loro lo sconto del 50% sugli abbonamenti alla Rassegna.
Sono inoltre in corso di definizione le consuete collaborazioni con Armunia Festival Costa degli Etruschi (che prevede come gli anni passati lo scambio di spettatori per un titolo di ciascuna rassegna) e con l’Agis per l’iniziativa “Libro: che spettacolo!”.

Per maggiori informazioni: Teatro di Pisa tel 050 941111 e http://www.teatrodipisa.pi.it

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